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Il Diario di V'arhion - Una nuova avventura ha inizio

by V'arhion Tia on Aug 26, 2013 at 06:41 PM}
Avanzai con passo incerto, saggiando il terreno, come se, dopo un lungo letargo, non ricordassi più come si camminava. Con le orecchie tese, assaporando i suoni della verde foresta dei Twelveswood, tastai con perizia ogni albero, ma la ruvida sensazione del legno sulla pelle mi arrivava come attraverso un guanto di velluto: i miei sensi erano assopiti. Non sarei dovuto essere lì. Non che ricordassi esattamente dove sarei dovuto essere, ma di sicuro non sotto le fronde rassicuranti dei Twelveswood. Se chiudevo gli occhi potevo, concentrandomi, riassaporare vivido il mio ultimo ricordo: una sfera rossa fiammeggiante, trafitta dalle lame di una dozzina di spade, folgorante come un sole sceso in terra. Dalamud. Ricordavo chiaramente quel nome, ma non riuscivo a rievocare cosa fosse con esattezza.

Mi chinai per passare sotto un ramo basso, agitando nervosamente la coda ancora intorpidita. Mi fermai in ascolto di uno scroscio familiare: un torrente scorreva lì vicino, là dove non ve ne sarebbero dovuti essere. Seguii il rumore fino a raggiungere il corso d'acqua. Mi chinai a bere: l'acqua rifletteva la luce del mattino di mille colori, come cristallo purissimo.

Già. Un cristallo. Mi sedetti sulla riva, le gambe tremanti. Da sotto la maglietta, estrassi la piccola sacca che portavo appesa al collo e ne riversai il contenuto sul palmo della mano: un azzurro, purissimo frammento di cristallo stava lì inerte. Restai lì a osservarlo, insicuro sul perché lo stessi facendo. Me lo girai fra le dita: non poteva essere più grande del mio pollice. Lo alzai in alto osservando il fievole arcobaleno formato dalla luce mentre lo attraversava. In quel momento ebbi un'altra visione del mio passato.

Intorno a me si era scatenato il caos. I miei fratelli, gli avventurieri di Eorzea, si erano radunati in un esercito come mai visto prima, sotto i vessilli delle Grandi Compagnie; ma per quanto vasto fosse l'esercito dell'alleanza, poco contava contro i mostri d'acciaio del nemico. Chino per terra, attendevo a uno dei feriti, un Conjurer Midlander che conoscevo bene. Il suo nome, ricordai, era Alerion, ma non riuscivo a ricordare né come né quando l'avessi conosciuto. Ricordavo soltanto che, fino allo scontro, era stato il mio amico più caro.

Adesso quell'amico giaceva per terra colpito al petto da un proiettile Garleano, l'amico che in tante avventure si era occupato delle mie ferite. Poco avvezzo all'arte dei Conjurer, ben più pratico Thaumaturge, potevo fare ben poco per ricambiare il favore in quel momento così critico. Alerion mi guardò con occhi tristi, il volto contratto in una smorfia di dolore, conscio di quanto stesse accadendo. Prima che le forze venissero meno, si levò dal collo un oggetto che portava appeso, nascosto dalle vesti. «Prendi», gli disse, «Voglio che tu sia... la mia eredità». Incerto, presi fra le mani l'oggetto di stoffa, una piccola sacca contenente un oggetto della consistenza di una pietra. In seguito ricordai solo un ruggito spaventoso, come proveniente dalle bestie degli inferi, poi il nulla più assoluto.

Tornai in me che ancora fissavo il frammento di cristallo. Nell'osservarlo provavo una sensazione strana, come se mi stesse... chiamando. “Se io sono qua, devono esserlo anche i miei fratelli” pensai. I fratelli della Perla Rossa, assieme ai quali, con molti altri, avevo combattuto per il regno straniero di Eorzea. Mi alzai nuovamente in piedi, chiedendomi da che parte potesse essere la nuova Gridania di quei boschi così diversi da come li ricordavo. “Qualcosa mi ha richiamato qui. Hydaelyn mi ha richiamato”.

La guardia Elezen mi fissava dubbioso. «Un ragazzo Miqo'te, un Thaumaturge se quello scettro non è per decorazione. Dichiara il tuo nome avventuriero». «Per te, Senzacoda? V'arhion. V'arhion Tia». Era il momento di ricominciare da zero.

V'arhion Tia
Anno 5 della Settima Era Lunare, Giorno 26 del Quarto Mese Lunare


^ Passatemi la traduzione vi prego, Seventh Umbral Era e Fourth Umbral Month non li potevo lasciare così...

Ad ogni modo ragazzuoli, questo era il background che avevo scritto in vista di un eventuale GdR. D'ora in poi ogni volta che mi dice la testa aggiungerò nuove pagine al diario con racconti ispirati al nostro Reame Rinato \o/ A titolo informativo una versione tradotta in inglese si può trovare anche sul mio Blog sul lodestone (vedi firma). A presto o/
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