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Il Reportage di Alerion - Nuovo a Ul'dah

by V'arhion Tia on Sep 09, 2010 at 01:51 AM}
Questo è il mio tentativo di scrivere un diario in stile GdR in cui infilzare gli screenshot che mi sparo ingame quando mi viene la smania =p È supposto essere un dialogo ambientato in una qualche taverna, insieme ai compari della TIJ ;)

Buona lettura! (Cliccate per vedere in Hi-Res)

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Un lungo viaggio comincia sempre col primo passo in una terra sconosciuta.
Mio padre me lo diceva sempre quand'ero piccolo "Quando diventerai un uomo uscirai da questo buco di foresta e girerai il mondo, conoscerai tanta gente". Così mentre non praticavo le arti arcane e restavo solo, nella mia stanza, fantasticavo di itinerari su mezzi di locomozione esotici, percorsi impervi di terre straniere...

Oggi è arrivato quel giorno. Varco il passo. Le soglie della foresta; il Semefatuo Ono-Ra-I me ne aveva parlato: "Oltre quelle è un altro mondo". Ricontrollo l'equipaggiamento. La bacchetta, gli attrezzi d'artigianato, la pitturatrice... c'è tutto.

Ah sì la pitturatrice. Questa macchinetta che ho inventato, capace di ritrarre la realtà in un istante. Quando l'ho mostrata a papà se ne è spaventato. "Gramigna del diavolo! Non ci è concesso bestemmiare gli elementali ritraendo la natura in copie così dozzinali!" sbraitò, e me la portò via. Feci come non fosse successo nulla e ne costruì un'altra, in segreto, che tenni per me.

No, non ho mai pensato di vendere il progetto. È il mio segreto personale.

Ma sto divagando. Inghiotto il boccone, varco il limite...



Le aride steppe di Ul'dah, per me erano come una leggenda... Come potevo credere a quello che dicevano i mercanti, di terre oltre la selva, dove le piante stentano a crescere, e proprio per questo i pochi fiori brillano di colori mai visti?



Mi sentivo sperso in quella terra del nulla dove la vita stentava a crescere, pur facendo sentire, ostinata, la sua presenza. Anche la fauna, così rara eppure così simile alla nostra, ai miei occhi sembrava provenire da una stella lontana.



Fui preso come da un raptus. Le mani correvano sole alla pitturatrice: dovevo assolutamente immortalare lì, in quell'istante, la bellezza esotica e povera del deserto di Ul'dah.



Quando entrai in una fenditura fra le montagne, ricordai subito delle foreste mie natie, alberi così alti da sfiorare il cielo, proteggendoti dal sole cocente... E quasi qui il sole si prendeva la rivincita, sconfitto nuovamente soltanto dalle aspre montagne come dagli alberi del mio paese.



Più mi inoltravo e più restavo sorpreso. In tutta la mia vita non avevo visto altro che quercie, noci, faggi intorno a me, ma questi... pure gli alberi di questo mondo erano diversi, alti come giganti, robusti, immensi.



Dopo tanto girovagare finalmente la civiltà; giunsi ad un accampamento, mi dissero che ero vicino ad Ul'dah. Ne approfittai per prendere riposo, e ricordare questo istante.



Certo non è la più eroica delle pose, ma ogni momento vale per l'attimo in cui è vissuto, no?

Non ero ancora sazio. La mia sete di esploratore mi spinse a conoscere ancora di più; così mi addentrai in una caverna. Tolte dai piedi delle bestiole aggressive, rimasi sorpreso da ciò che trovai.



Acqua! In quella calura che sembrava il dominio degli elementali del fuoco, una falda acquifera giaceva sottoterra. Ecco svelato dunque come facevano le piante e crescere, e chissà quante e quante altre di queste perle del deserto si trovano nascoste sotto i nostri piedi.

Si stava facendo sera, così tornai all'accampamento. Un gruppo di avventurieri stava cenando davanti al fuoco, mi invitarono a unirsi a loro.



Parlavano delle loro imprese di caccia, delle bande di mostri che avevano sgominato, e delle lucrose ricompense della gilda. Incuriosito, decisi che mi sarei informato in città l'indomani.

Al risveglio trovai l'inferno a darmi il buongiorno. Una tempesta di sabbia imperversava, sferzando la pelle e soffocando il respiro; gli occhi mi bruciavano come in fiamme. In mezzo a quel caos, un viso amico mi sorrise: "Eccoti qua!" disse.



La ragazza, una giovane Miqo'te, mi condusse alla sua tenda. Si presentò a me come Uria, un'amica di mia madre; disse che era sta mandata per conto suo a mandarmi qualche aiuto. Nella mano stringeva una carta che, a suo dire, era una lettera di presentazione per la proprietaria della locale gilda degli avventuerieri. La aprii, dubitante: dovetti ricredermi, la calligrafia era quella di mia madre Shila, inconfondibile. Mi porse anche un sacchetto con alcune migliaia di gil, e un misterioso bracciale con una gemma al centro. "Shila mi ha lasciato questo messaggio: 'usalo nelle situazioni più disperate, quando sai per certo che potresti non rivedere più la luce del giorno, il sorriso dei tuoi genitori. Sappi che ti amiamo.'" Fra il commosso e il curioso, lo indossai sotto la manica della camica, ringraziando Uria di tutto cuore.

Era la volta di andare a Ul'dah.

La città colossale si dispiegava sotto i miei occhi, un labirinto di vie e straducole che si perdeva nel caos urbano.



Decisi di dirigermi per prima cosa alla famosa gilda degli alchimisti, che mi avevan detto avesse sede proprio lì.



Decine di artigiani si industriavano laboriosi, creando le meraviglie della scienza moderna. Mi fermai a discutere allegramente col responsabile, presentandomi come un pratico dilettante. Gli mostrai anche la mia pitturatrice, che lo sorprese molto.

Intanto non mi accorgevo che le ore passavano. Quando mi resi conto che si era addirittura fatta sera, mi feci indirizzare alla locanda, attigua alla gilda degli avventurieri.
Giunto lì, una Lalafell dai capelli rossi come il fuoco mi si avvicinò, lo sguardo fiero fisso sul mio: "Posso fare qualcosa per te ragazzo?". Mi ricordai della lettera di mia madre, e gliela porsi. Lei la lesse, curiosa. Dopo qualche secondo, tornò a fissarmi. "Uhm. Va bene, io e te avremo un po' da parlare dopo, ok? Per adesso accomodati, chissà da quant'è che non mangi. Offre la casa. Ti faccio anche sistemare una camera, per il pagamento ne discuteremo domani insieme al resto".
Comments

1 Comment

Bellissimo Alerion, spero proseguirai con la tua storia :D

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